sabato 12 ottobre 2013
Conferenza allo Sugarpulp 2013 a Padova
5 ottobre 2013
Saletta gremita alla nostra esibizione all Festival Pop Sugarpulp a Padova.
"Il prof. Alchemist: Steampunk e scienza".
dalla presentazione:
" Garlaschelli, con Alessandra Carrer, ha dato vita al personaggio del Prof. Alchemist, un bizzarro scienziato di origini mitteleuropee che (con la sua compagna Sky Lady) si dedica a esperimenti sorprendenti basati su reali principi scientifici.
Il prof Alchemist opera in stile Steampunk. Nel corso dell’intervento verranno spiegate le ragioni di questa scelta, e mostrati alcuni brevi e divertenti video che immortalano Alchemist e Sky Lady in azione.
Alessandra Carrer illustrera’ le tematiche che riguardano la sceneggiatura, le riprese e la post-produzione."
Canale Youtube del Prof. Alchemist
Interviste e convegni
16 ottobre 2013
Intervista con la TV di stato russa per un documentario su "Lacrime, e statue che piangono sangue".
Che fatica fare piangere il gesso... ma il miracolo si è compiuto ancora.
20-22 ottobre 2013
Convegno CICAP a Vasto (CH) su La falsa scienza, organizzato dal gruppo Cicap Abruzzo e Scientificast. Relatori di alto livello!
Ho parlato della Sindone e della sua riproduzione.
E Vasto è bellissima.
Sulla via del ritorno, Alessandra e io ci siamo fermati a vedere il "Santo volto" di Manoppello.
20 settembre 2013
Lunga giornata con la compagnia televisiva canadese Saloonmedia per dimostrazioni su come sia possibile falsificare le stimmate, e sul miracolo di S. Gennaro.
Le ferite che mi sono prodotto sul dorso dei piedi spariranno dopo un mese.
Ecco la troupe in pizzeria
Intervista con la TV di stato russa per un documentario su "Lacrime, e statue che piangono sangue".
Che fatica fare piangere il gesso... ma il miracolo si è compiuto ancora.
20-22 ottobre 2013
Convegno CICAP a Vasto (CH) su La falsa scienza, organizzato dal gruppo Cicap Abruzzo e Scientificast. Relatori di alto livello!
Ho parlato della Sindone e della sua riproduzione.
E Vasto è bellissima.
Sulla via del ritorno, Alessandra e io ci siamo fermati a vedere il "Santo volto" di Manoppello.
20 settembre 2013
Lunga giornata con la compagnia televisiva canadese Saloonmedia per dimostrazioni su come sia possibile falsificare le stimmate, e sul miracolo di S. Gennaro.
Le ferite che mi sono prodotto sul dorso dei piedi spariranno dopo un mese.
Ecco la troupe in pizzeria
giovedì 5 settembre 2013
Steampunk a Padova il 5 ottobre
Sabato 5 ottobre a Padova ore 16 all'interno del Sugarpulp Festival (via Altinate)
Luigi Garlaschelli e Alessandra Carrer terranno un intervento sullo Steampunk e sul Prof Alchemist.
A seguire Marco Carrara terrà una dotta comunicazione ancora sullo Steampunk come genere letterario.
E subito dopo... "Star Wars e Star Trek a confronto" ...!
Un convegno a Vasto il 21 settembre
AUDITORIUM LICEO SCIENTIFICO R. MATTIOLI - VASTO (CHIETI)
SABATO 21 SETTEMBRE 2013 DALLE ORE 08.30 FINO ALLE 20.00 CIRCA
Il convegno è organizzato in collaborazione con CICAP Abruzzo/Molise, Scientificast e Vasto Scienza. Interverranno
Per il CICAP: Armando De Vincentiis e Luigi Garlaschelli;
Per l'Università D'Annunzio il Professor Aristide Saggino e il Dott Marco Tommasi;
Per Scientificast: Simone Angioni;
Per il CICAP Abruzzo/Molise: Francesco Ruggirello e Luciano Di Tizio (Giornalista e presidente WWF Abruzzo).
Interverrà il professor Marco Strano esperto in criminologia.
Previsto intervento di Massimo Polidoro, segretario nazionale CICAP, in streaming.
lunedì 1 luglio 2013
Il professore e l'Alchimista Steampunk
Un'intervista a Luigi Garlaschelli e al suo alter ego prof. Alchemist sulla divulgazione di scienza dilettevole in stile Steampunk sul sito di recensioni Fantasy www.isolaillyon.it
http://www.isolaillyon.it/2013/06/14/il-professore-e-lalchimista-steampunk.html
sabato 29 giugno 2013
Misteri Macabri a Brescia
Conferenza su Misteri macabri organizzata dal Cicap Lombardia presso il Museo di Scienze naturali di Brescia.
Riporto il divertente resoconto apparso sul Corriere della sera a firma di Marco Archetti
L'INFILTRATO SPECIALE TRA I FAN DI LUIGI GARLASCHELLI, DOCENTE DI CHIMICA ALL'UNIVERSITÀ DI PAVIA E STUDIOSO DI FACHIRISMO
Il cacciatore di misteri riempie il museo con zombi e prodigi.
La confessione: Lo studioso dice di aver fatto «parlare» un pollo morto: ma il mondo non è ancora pronto.
E caccia al cimitero i fuochi fatui.
Partorito, sembrerebbe, dalla fantasia del funambolico Micheal Chabon (l'estroso scrittore di supereroi de «Le fantastiche avventure di Kavalier e Clay»), il professor Luigi Garlaschelli, docente di chimica all'università di Pavia e indagatore del mistero, con occhiali a fondo di bottiglia, occhietti vispi, physique du
rôle da scacchista anni '70, in possesso di un alter ego che si chiama Professor Alchemist, debutta raccontando che lui, la mano nell'azoto liquido, per cinque secondi, una volta, l'ha messa per davvero. Membro di spicco del Cicap (Comitato italiano di controllo delle affermazioni sul paranormale) e studioso di
fachirismo, introducendosi alla serata, aggiunge: «Per mia predilezione, ogni caso con cui mi trovo a che fare riguarda morti e cimiteri».
E gli si crede, dato che ha proprio l'aria un po' scapigliata e sorniona di chi, per amor scientifico, sperimenterebbe di tutto e andrebbe ovunque. Ma gli ha creduto soprattutto il folto pubblico che, giovedì sera al Museo di Scienze naturali, è accorso per sentirlo parlare di fuochi fatui, mito di Frankenstein, zombie e pietrificatori di cadaveri.
Un pubblico folto e variegato, che non ha fatto una piega quando il professore ha sfoderato con orgoglio, da una valigetta, «l'aspiratore di fuochi fatui», aggeggio di sua costruzione utilizzato qualche anno prima quando, in compagnia del professor Massimo Polidoro, cofondatore del Cicap, si rinchiuse nottetempo (previo permesso) nel cimitero di Pavia per capire meglio il suddetto fenomeno.
Il problema era: il materiale organico in decomposizione, in condizioni anaerobiche, produce metano; ma che cosa lo incendia, generando le note fiammelle? La riposta trovata? Fosfina. Ossia un composto originato dai fosfati, velenoso, che si incendia spontaneamente a contatto con l'aria, in grado di produrre vapore fosforescente. «Chi è riuscito ad avvicinarsi al punto da poter toccare il fuoco fatuo con un foglio di carta, ha notato che la carta non bruciava» ha raccontato il professore, mostrando un oggettone che, a doverlo descrivere, si direbbe ricordare una cassetta per gli attrezzi vuota, che si appende al collo e che contiene due simil-biberon senza tettarella, collegati da tubi di plastica e sormontati da un groviglio di difficile interpretazione di altri tre o quattro tubicini, alcuni dei quali collegati a una cannula aspiratrice.
Alla fin fine, la nottata ispirò svariati tentativi - condotti nei sotterranei dell'istituto universitario di Pavia, nel deposito rottami - di riprodurre un fuoco fatuo: missione compiuta.
Quanto al resto, interessante sapere che forse Mary Shelley prese l'idea per il suo più noto romanzo dall'invenzione di un certo Erasmus Darwin - il nonno di Charles - che durante quelle che si chiamavano «serate chimiche» presentò agli amici una macchina parlante di sua costruzione, ottenuta assemblando corde vocali di un cadavere e un mantice. Due le parole che la macchina pronunciò: «Mamma» e «Papà».
«Ho fatto la stessa cosa con un pollo morto» ha raccontato in chiusura il professore «e c'è anche un filmato, per cui però il mondo non è ancora pronto». Risate.
Nel suo sguardo, l'impertinenza del Franti, l'ingenuità di un Pécuchet, il gelido rigore di un Galileo.
Archetti Marco
Riporto il divertente resoconto apparso sul Corriere della sera a firma di Marco Archetti
L'INFILTRATO SPECIALE TRA I FAN DI LUIGI GARLASCHELLI, DOCENTE DI CHIMICA ALL'UNIVERSITÀ DI PAVIA E STUDIOSO DI FACHIRISMO
Il cacciatore di misteri riempie il museo con zombi e prodigi.
La confessione: Lo studioso dice di aver fatto «parlare» un pollo morto: ma il mondo non è ancora pronto.
E caccia al cimitero i fuochi fatui.
Partorito, sembrerebbe, dalla fantasia del funambolico Micheal Chabon (l'estroso scrittore di supereroi de «Le fantastiche avventure di Kavalier e Clay»), il professor Luigi Garlaschelli, docente di chimica all'università di Pavia e indagatore del mistero, con occhiali a fondo di bottiglia, occhietti vispi, physique du
rôle da scacchista anni '70, in possesso di un alter ego che si chiama Professor Alchemist, debutta raccontando che lui, la mano nell'azoto liquido, per cinque secondi, una volta, l'ha messa per davvero. Membro di spicco del Cicap (Comitato italiano di controllo delle affermazioni sul paranormale) e studioso di
fachirismo, introducendosi alla serata, aggiunge: «Per mia predilezione, ogni caso con cui mi trovo a che fare riguarda morti e cimiteri».
E gli si crede, dato che ha proprio l'aria un po' scapigliata e sorniona di chi, per amor scientifico, sperimenterebbe di tutto e andrebbe ovunque. Ma gli ha creduto soprattutto il folto pubblico che, giovedì sera al Museo di Scienze naturali, è accorso per sentirlo parlare di fuochi fatui, mito di Frankenstein, zombie e pietrificatori di cadaveri.
Un pubblico folto e variegato, che non ha fatto una piega quando il professore ha sfoderato con orgoglio, da una valigetta, «l'aspiratore di fuochi fatui», aggeggio di sua costruzione utilizzato qualche anno prima quando, in compagnia del professor Massimo Polidoro, cofondatore del Cicap, si rinchiuse nottetempo (previo permesso) nel cimitero di Pavia per capire meglio il suddetto fenomeno.
Il problema era: il materiale organico in decomposizione, in condizioni anaerobiche, produce metano; ma che cosa lo incendia, generando le note fiammelle? La riposta trovata? Fosfina. Ossia un composto originato dai fosfati, velenoso, che si incendia spontaneamente a contatto con l'aria, in grado di produrre vapore fosforescente. «Chi è riuscito ad avvicinarsi al punto da poter toccare il fuoco fatuo con un foglio di carta, ha notato che la carta non bruciava» ha raccontato il professore, mostrando un oggettone che, a doverlo descrivere, si direbbe ricordare una cassetta per gli attrezzi vuota, che si appende al collo e che contiene due simil-biberon senza tettarella, collegati da tubi di plastica e sormontati da un groviglio di difficile interpretazione di altri tre o quattro tubicini, alcuni dei quali collegati a una cannula aspiratrice.
Alla fin fine, la nottata ispirò svariati tentativi - condotti nei sotterranei dell'istituto universitario di Pavia, nel deposito rottami - di riprodurre un fuoco fatuo: missione compiuta.
Quanto al resto, interessante sapere che forse Mary Shelley prese l'idea per il suo più noto romanzo dall'invenzione di un certo Erasmus Darwin - il nonno di Charles - che durante quelle che si chiamavano «serate chimiche» presentò agli amici una macchina parlante di sua costruzione, ottenuta assemblando corde vocali di un cadavere e un mantice. Due le parole che la macchina pronunciò: «Mamma» e «Papà».
«Ho fatto la stessa cosa con un pollo morto» ha raccontato in chiusura il professore «e c'è anche un filmato, per cui però il mondo non è ancora pronto». Risate.
Nel suo sguardo, l'impertinenza del Franti, l'ingenuità di un Pécuchet, il gelido rigore di un Galileo.
Archetti Marco
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